Lost movement

Possiamo offrire un nuovo episodio [non inedito, per la verità] della miniserie «Lost movement», che tanto successo ottiene nei telegiornali e nei comitati centrali. Questo fine settimana, in piena campagna elettorale, si affolleranno nel Lazio una quantità di attività non elettorali, sebbene altamente politiche. Vi parteciperanno soprattutto comuni cittadini e non solo militanti, non ci si chiederà «per chi voto?» ma «come voglio vivere?», e si mescoleranno temi apparentemente disparati come l’acqua, i rifiuti, le centrali e perfino i voli aerei. Sono le questioni che la politica di sinistra chiama, con un sopracciglio più alto dell’altro, «issues», a significare che siamo noi, la sinistra, quelli che hanno il «progetto politico». Bene. In origine c’era il Forum italiano dei movimenti per l’acqua, che non si presenta alle elezioni ma sta contrastando con successo la privatizzazione o trasformazione in Spa [agli effetti pratici è lo stesso] degli acquedotti, il quale aveva deciso di tenere a Roma, il prossimo week end, la sua assemblea nazionale. C’è da fare un bilancio, varare il nuovo gruppo di lavoro che si occuperà di acque minerali [anch’esse soggette a furti come una volta le autoradio: chiedere per saperne di più ai comuni del Vulture, in Basilicata, cui Coca cola ha sfilato le fonti] e mettere in carniere parziali vittorie come quella toscana, dove il consiglio regionale ha raccomandato di lasciar perdere con l’accorpamento [concentrazione, in gergo economico] di tre dei più grandi Ato. Che dovevano essere consegnati mani e piedi legati alla multinazionale «pubblica» Acea, la stessa che, per dire, ha tagliato l’acqua a chi non pagava le bollette in Honduras, offrendo in cambio l’acqua minerale Frasassi, marchigiana, venduta a caro prezzo, avendo per testimonial il calciatore honduregno Leon, che gioca nel Genoa: non è fantastico?
Ma lasciamo perdere. Dunque, il Forum dell’acqua annuncia questa assemblea. Ma i movimenti del Lazio si dicono: non è una buona occasione? Ad Aprilia, provincia di Latina, la gran lotta contro la centrale turbogas del democratico De Benedetti affonda le sue radici nella contestazione di Acqualatina Spa, incredibile vicenda ormai giudiziaria di gestione truffaldina del prezioso liquido. Detto e fatto: all’assemblea nazionale si aggiunge un incontro a Bassiano, comune vicino Latina che ha il pregio di non aver sottoscritto la convenzione con Acqualatina Spa, salvando così la sua acqua. Questo incontro di terrà venerdì pomeriggio. E domenica ad Aprilia si farà una manifestazione intitolata «Acqua: gestione pubblica e partecipata» [«pubblica» da sola non basta più, come qualifica, visti i disastri combinati da partiti e istituzioni]. Ma siccome l’appetito vien mangiando, allo stesso tempo compare un documento intitolato «Prove di democrazia dal basso» e firmato da quelli di Aprilia [acqua e centrale] con Action [casa a Roma], coordinamento di Albano contro l’inceneritore [il presidente Laziale Marrazzo vuole farne dappertutto perché ha paura di finire come Bassolino e perché chi costruisce «termovalorizzatori» conosce bene i corridoi della Regione] e dall’Assemblea No Fly di Campino [dove i voli «low cost» stanno affliggendo la popolazione oltre ogni limite sopportabile]. Cosa vogliono? «Mettere insieme i saperi accumulati nelle lotte e nelle tradizioni territoriali, i nostri Sì che i poteri forti mascherano da No». Ad Albano, sabato, il corteo. Pensate voi che questi comitati e questi cittadini non facciano «politica»? Vi paiono «in crisi»?

Tags assegnati a questo articolo: beni comuni, democrazia, acqua

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