Passata l’attenzione determinata dai sei arresti, disposti agli inizi di febbraio dalla procura di Latina, a carico dei rappresentanti pubblici e privati di Acqualatina, accusati di reati che vanno dall’associazione a delinquere alla frode, si torna ai sistemi di sempre. Questo denuncia il Comitato cittadino acqua pubblica Aprilia [Latina] a proposito del rinnovo degli amministratori dimissionari dal consiglio di
amministrazione [Cda] di Acqualatina spa. Sembra, infatti, che le nuove nomine siano state fatte dal Cda e non dall’assemblea dei soci, cioè dai Comuni dell’Ato 4-Latina. «Se veramente è andata così, chiederemo la verifica dell’osservanza delle norme dello statuto societario, cosa che attiverebbe un ulteriore contenzioso giuridico–dice il Comitato–Ma se queste ‘banalità’ le capiamo noi semplici cittadini, difficilmente un domani i sindaci potranno invocare, a loro discolpa, la complessità dei compiti societari che sono chiamati ad amministrare nell’interesse delle comunità». Il riferimento per niente velato è alle responsabilità dei sindaci in quanto soci di maggioranza di Acqualatina Spa e all’abdicazione di fatto, da parte di molti di loro, compreso quello di Aprilia, delle funzioni negli affari societari: cosa apparsa dubbia, se non colposa, anche nell’inchiesta della procura.
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