Chissà sa se durante l’incontro per commentare le notizie e a volte anche i fatti del giorno qualcuno ha avuto il coraggio di dirlo a Walter Veltroni. Leonardo Domenici, molto probabilmente, è stato avvertito subito. Il colossale progetto di regalare alla multinazionale Acea e alla sua compagna di giochi d’acqua preferita, Suez, anche la rete idrica della Toscana è saltato in aria. Un brutto colpo per l’aspirante presidente del consiglio e per il sindaco di Firenze.
Il consiglio regionale della Toscana ha infatti approvato una mozione che impegna la giunta a «invitare i Comuni a non sottoscrivere e ratificare atti per l’aggregazione delle società di gestione degli Ato 2, 3 e 6 della Toscana», come deciso da un accordo sottoscritto in novembre dai sindaci di Firenze e Roma, che coinvolgeva altri 162 comuni toscani. L’aggregazione, secondo Veltroni e Domenici, era il modo con cui accelerare la privatizzazione dei servizi idrici e favorire l’unico denominatore comune fra i tre Ato, cioè è il socio privato Acea Spa che ha sede a Roma.
Decisiva è stata la scelta della Sinistra Arcobaleno di opporsi al progetto del Pd, ma soprattutto il lavoro della rete dei comitati, delle organizzazioni sociali [fondamentale è stato ad esempio il ruolo della Funzione pubblica della Cgil Toscana], e dei lavoratori di Pubbliacqua.
Per la prima volta da quando è nata la Sinistra Arcobaleno, hanno commentato quelli del movimento per l’acqua, l’identità della nuova aggregazione politica ha assunto un volto positivo e concreto. Peccato solo che nella tarda serata di ieri Fausto Bertinotti ha presto definito un altro tassello della Sinistra Arcobaleno, dicendo in tv che le analisi sulla decrescita di Serge Latouche non sono condivisibili.
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