Il Comitato romano acqua pubblica si è rivolto al sindaco Walter Veltroni per chiedere le dimissioni di Raimondo Besson, travolto dalla recentissima inchiesta giudiziaria sui vertici di Acqualatina Spa [gestore del servizio idrico nella provincia pontina]. Besson, infatti, oltre ad essere nel consiglio di amministrazione di Acqualatina, fa parte anche di quello di Acea Ato 2 [al 51 per cento del Comune di Roma e gestore del servizio nella provincia]. Una figura chiave per capire il funzionamento delle società miste pubblico-private che hanno in mano gran parte delle risorse idriche italiane, dice il Comitato. L’inchiesta pontina è concentrata proprio sugli appalti cosiddetti «in house», vinti solo dalle società satellite dei soci privati di Acqualatina [Veolia, Siba, Enel Hydro], grazie a offerte così basse da essere fuori mercato. «Le società affidatarie poi, attraverso false fatture, svuotavano le casse di Acqualatina e quindi della Provincia, obbligata a ripianare i debiti della prima, in base agli accordi fissati nella convenzione di gestione», denuncia il Comitato. Un esempio: Acqualatina ha affidato il sistema informatico alla Sorical Spa, società che gestisce l’acqua in Calabria [amministratore delegato è Besson] e che appartiene per il 75 per cento a Veolia, proprietaria al 49 per cento di Acqualatina.
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