I movimenti campani anti-rifiuti fanno il punto della situazione

La pioggia e il freddo si sono abbattuti oggi anche su Taverna del Re. E quando piove, il fango rende difficoltosa ogni attività intorno alla discarica. È per questo che per oggi si è rinunciato al presidio davanti alla discarica. Intanto si raccolgono le idee per sabato. L’8 marzo dovrebbe infatti essere l’ultimo giorno dell’ennesima proroga all’apertura della discarica di Taverna. Per quel giorno è stata indetta un’assemblea di confronto tra i comitati e le realtà territoriali mobilitati sulla questione dei rifiuti. «Sarà l’occasione per far incontrare soggetti differenti e per fare un punto sulla situazione», dice Mimmo di Gennaro, della Rete campana salute e ambiente. Le cose di cui discutere sono parecchie. In primo luogo l’ordinanza firmata da Prodi che autorizza l’incenerimento delle così dette «ecoballe» presso l’inceneritore in costruzione ad Acerra [ordinanza impugnata dal Consiglio comunale della città]. Bisogna fare un punto sulla questione della raccolta differenziata, ma anche sulla dura repressione della protesta da parte delle forze dell’ordine. C’è poi da discutere dell’annosa questione del come superare l’emergenza e della fine del commissariamento. Le ipotesi in campo sono due: se affidare cioè il ciclo dei rifiuti alle provincie o se organizzare il servizio su scala regionale. La prima opzione è decisamente avversata: la provincializzazione farebbe ricadere la gestione dei rifiuti sempre sugli stessi siti, mentre tecnici e docenti universitari ritengono che una gestione regionale consentirebbe l’utilizzo di alcune aree individuate come adatte allo smaltimento.
Oggi pomeriggio, invece, presso palazzo Gravina, sede della Facoltà di Architettura, a Napoli, si terrà una riunione dei comitati e delle realtà campane in lotta per la difesa della salute e dell’ambiente. All’ordine del giorno la discussione sulla manifestazione regionale prevista per il 29 marzo e la messa a punto di una strategia comune in relazione al piano per la raccolta differenziata, che arriverà in discussione al Comune di Napoli domani. La Rete campana rifiuti e ambiente ha visionato il piano comunale per la raccolta differenziata e lo ha definito «insignificante», «un semplice assemblaggio di ‘buoni propositi’ e minuziose banalità da manuale sulla raccolta differenziata, privo di specifiche concrete sul piano dei finanziamenti, dell’organizzazione, del coinvolgimento e del controllo popolare». La Rete considera infatti ingiustificata la limitazione del programma di raccolta differenziata domiciliare solo ad alcune zone e inadeguati gli obiettivi del piano: il 22 per cento di raccolta differenziata nel 2008 e il 48 per cento nel 2012 sono percentuali insignificanti rispetto all’emergenza in corso nonché illegali rispetto agli obblighi previsti dalle leggi nazionali ed europee. Sono inoltre ritenuti elusivi i riferimenti alle forme di incentivazione fiscale dei comportamenti virtuosi in tema di riciclaggio [adesione ai programmi di raccolta e compostaggio domestico o condominiale]. La Rete denuncia anche il fatto che la proposta di attribuzione all’Asia, ente che organizza la raccolta differenziata, della gestione dell’inceneritore di Acerra, dimostra la volontà del Comune di Napoli di attribuire un ruolo marginale alla riduzione dei rifiuti e al riciclaggio e di riconoscere invece un ruolo centrale all’incenerimento. La gestione congiunta dell’inceneritore e della raccolta differenziata provocherebbe infatti un «tragico conflitto di interessi». Inoltre il Comune continua a non attuare i semplici provvedimenti di emergenza richiesti dalla Rete, come il divieto di vendita per sei mesi di confezioni monouso e bottiglie d’acqua in plastica o il ritiro degli imballaggi in plastica presso la grande distribuzione: «Di fronte alla ottusa e criminale pervicacia delle Istituzioni e dei partiti a perseguire politiche contrarie al bene comune la Rete ribadisce la necessità di promuovere la mobilitazione popolare».

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