«Per i 15 paesi dell’Ue che hanno capacità nucleare, l’importanza del mantenimento di questa fonte energetica per la diversificazione degli approvvigionamenti e la lotta ai cambiamenti climatici», è quanto ha affermato ieri il Parlamento europeo in una risoluzione non vincolata.
All’interno si chiede agli stati di sviluppare reattori di quarta generazione che, si legge, «dovrebbero migliorare lo sfruttamento efficace dei combustibili e ridurre la quantità di rifiuti» radioattivi prodotta, ma anche di mantenere nell’Ue un elevato livello di competenze nella ricerca e le tecnologie nucleari.
Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha preso subito la palla al balzo, confermando si come l’Italia abbia assunto una posizione chiara sull’uso del nucleare ma spiegando altresì la decisione di ricominciare la ricerca sul nucleare. «Quando avremo garanzie ulteriori riguardo alla sicurezza e riguardo ai cosiddetti rifiuti allora è chiaro che l’Italia dovrà agganciarsi immediatamente a questo progresso. Adesso non siamo in queste condizioni».






