Stato di emergenza in Piemonte e Valle d'Aosta

Dopo l’alluvione che si è violentemente abbatutto in questi giorni sul Piemonte si continua a scavare in Val Pellice. Qui ieri una frana ha ucciso tre persone, mentre proseguono le ricerche di una bambina ancora dispersa, rimasta sepolta ieri dal fango che ha spazzato via la sua casa.
La pioggia continua a cadere, anche se le previsioni meteo delle prossime ore non annunciano peggioramenti. Nella regione i fiumi e i corsi d’acqua sono tenuti sotto controllo costantemente. Si guarda a vista in modo particolare la Dora Riparia nella zona di Sua dove già ieri è esondata e anche il Po, che ogni ora cresce di dieci centimetri e che ha rotto gli argini al Valentino, allagando il parco e ai Murazzi dove ha invaso i locali che si trovano lungo le sponde. Oggi è invece attesa per l’esondazione del fiume nella zona del cuneese, quando il fiume raggiungerà il Maira, il Varaita, e la Stura che già è notevolmente ingrossata a Fossano. Nella zona si registrano difficoltà per l’approvvigionamento dell’acqua potabile soprattutto in valle Varaita e blocchi in valle Grana, dove la località di Castelmagno è isolata a causa di una frana e dove sono chiusi tutti i ponti, fino alla bassa valle.
Sono state chiuse per precauzione le scuole, dagli asili nido alle università, ai cittadini è stato rinnovato l’appello a non mettersi in macchina se non per motivi di stretta necessità. Lo stato delle strade regionali e provinciali è infatti ancora critico in alcuni punti: alcune sono interrotte, mentre restano chiusi al traffico 14 ponti. In particolare a Torino sono chiusi quelli sulla Dora, Carpanini, a Borgo Dora e quello di via Bologna.

È invece stato riaperto, anche per i mezzi pesanti, il traforo del Frejus e si è normalizzata la circolazione sulla A32 Torino-Bardonecchia.
Anche sul versante francese e belga si registrano danni e disagi. Le ferrovie nazionali francesi, Sncf, hanno annunciato la chiusura temporanea della Torino-Lione, numerose invece sono strade provinciali nelle regioni della Savoia e dell’Isere sono state chiuse, mentre in Corsica due alberghi sono stati evacuati in seguito agli allagamenti. In Belgio invece un nubifragio ha trasformato in fiumi di fango molte strade di Liegi.

Questa mattina Bertolaso dalla Campania è volato a Torino per partecipare ad un vertice in Prefettura con il sindaco della città Sergio Chiamparino, il presidente della provincia Antonio Saitta, il prefetto Paolo Padoin oltre a rappresentanti della protezione civile e la presidente della regione Mercedes Bresso che si è rivolta al presidente del Consiglio dei ministri per richiedere lo stato di calamità naturale. Al suo appello – accolto e approvato in tarda mattinata da consiglio dei ministri anche per la Valle d’Aosta- si sono uniti anche alcuni deputati piemontesi del Pd, Cesare Damiano, Luigi Bobba, Mario Barbi, Massimo Fiorio, Mario Lovelli e Elisabetta Rampi. Anche la Confederazione italiana degli agricoltori ha chiesto al governo di dichiarare lo stato di calamità per i gravi danni subiti dalle coltivazioni [frutteti, frumento, ortaggi e vitigni] in molte parti del Piemonte devastate dalla furia delle acque.
Nell’incontro in Prefettura è stato verificato anche che al momento «la situazione è sotto controllo», ma l’attenzione rimarrà massima nelle prossime 24/36 ore nelle zone più colpite dal maltempo e più a rischio frane [laVal Pellice, il cuneese, il lago Maggiore e le valli del nord tra Verbano ed Ossola] o esondazioni. Mentre il sottosegretario alla Difesa Guido Corsetto ha annunciato lo stanziamento straordinario di cinque milioni di euro.
Per quanto riguarda la Valle d’Aosta, dove ieri sera è stata necessaria l’apertura delle dighe che controllano la Dora, una nota della Regione ha precisato che le condizioni meteorologiche confermano un miglioramento. Il livello dei corsi d’acqua è in sensibile diminuzione su tutto il territorio regionale ed è in fase di riapertura la strada statale 26 tra i comuni di Montjovet e Verre’s.

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