Berlusconi e le mille centrali nucleari

Dopo l’incidente avvenuto ieri nel sito nucleare di Tricastin, a 40 chilometri da Avignone, il portavoce di Areva, la società statale che controlla il gruppo Socatri–gestore dell’impianto–ha comunicato che trenta metri cubi di un liquido contenente uranio naturale sono stati accidentalmente versati sul terreno e in un fiume che costeggia l’impianto nucleare. Niente paura però, ha assicurato il portavoce «È un caso eccezionale. Non è mai successo prima. Incidenti di questo livello, che è un livello uno, quindi molto basso, succedono comunque raramente».
Non sembra essere così per la Spagna dove, stando a quello che ha scritto il quotidiano El Paìs, quattro degli otto reattori nucleari presenti nel paese hanno registrato malfunzionamenti in meno di 72 ore. Sarà forse per questo che dieci giorni fa il premier spagnolo José Luis Rodriguez Zapatero [in una intervista pubblicata sempre su El Pais] ha dichiarato che il governo spagnolo «non intende costruire nuovi centrali nucleari e non prolungherà l’esistenza delle otto centrali di cui dispone la Spagna».
Gli incidenti nelle centrali nucleari non fanno paura a Berlusconi che dal G8 in Giappone rilancia la necessità «di dare il via alla progettazione e alla costruzione di oltre mille centrali nucleari nel mondo». «L’Italia–ha spiegato ancora Berlusconi–si aggiungerà alle iniziative per ora assunte da Francia e Gran Bretagna perché non c’é altra soluzione possibile per quanto riguarda il futuro». L’incidente di Tricastin invece preoccupa molto l’Arpa del Piemonte che ha aumentato «il livello di attenzione del monitoraggio della radioattività ambientale a seguito della vicinanza geografica del sito francese».

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