Dal Molin illegale. Il Tar blocca i lavori della base

Il Tribunale amministrativo regionale [Tar] del Veneto si è espresso sulla vicenda Dal Molin: accogliendo il ricorso del coordinamento dei Comitati No Dal Molin e dell’associazione dei consumatori, Codacons, il Tar ha giudicato illegittimo il progetto di costruzione della nuova base militare Usa a Vicenza.
Per il determinato movimento che da due anni si oppone ad un Dal Molin militare è un giudizio fondamentale, che restituisce ai cittadini la dignità calpestata dal governo locale e nazionale. «È una sentenza importantissima – dice Marco Palma del Presidio Permanente – che smaschera le falsità di chi ha sempre ignorato la cittadinanza e calpestato la democrazia partecipativa, oltre a mostrare il grave impatto sul territorio che avrebbe la base».
Anche il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, definisce la sentenza del Tar «di importanza estrema, una vittoria di tutti i cittadini. I giudici – sottolinea Rienzi – non solo hanno riconosciuto le tesi sostenute dalla nostra associazione, ma hanno ribadito con fermezza l’importanza dell’opinione dei cittadini in merito a questioni che riguardano direttamente il territorio e l’urbanistica».

Sono diverse le irregolarità denunciate dal Tar. Innanzitutto, il tribunale ha accolto i dubbi sulla Valutazione di incidenza ambientale [Vinca] depositata dalla Regione. Nonostante tale valutazione si riferisca al «progetto ovest», sembra infatti parlare del vecchio progetto, sul lato est dell’aeroporto. «La sentenza – commenta Guido Lanaro del Presidio Permanente – smaschera la farsa della Vinca rilasciata dalla Regione su un progetto inesistente».

Il Tar ha giudicato illegittimo anche il bando di gara, «effettuato senza la procedura di evidenza pubblica prevista dalla legge». Inoltre, il consenso espresso dal governo Prodi alla base è stato giudicato dal Tar «extra ordinem», poiché espresso solo oralmente, «senza una assunzione di responsabilità formale e scritta del governo» e tale «da non essere assolutamente compatibile con l’importanza della materia trattata con i principi tradizionali del diritto amministrativo e delle norme sul procedimento».
Il Tar si è poi espresso sul grave impatto ambientale del progetto, riferendosi al «consistente insediamento [e della connessa antropizzazione] sulla situazione ambientale», al traffico e al connesso «incremento dell’inquinamento», oltre che al «rischio di danneggiamento e alterazione delle falde acquifere».

Come se non bastasse, secondo il Tar sussistono «altri profili di illegittimità, alla luce della normativa nazionale ed europea», per quanto riguarda l’insediamento delle nuove strutture militari al Dal Molin, ma anche la realizzazione delle relative opere sul territorio circostante. Infine, il tribunale ha rilevato la grave mancanza della «consultazione della popolazione interessata».

Per queste ragioni, i giudici hanno sospeso l’efficacia dei provvedimenti sul Dal Molin, «inibendo nei confronti di chicchessia l’inizio di ogni attività diretta a realizzare l’intervento e ciò sotto l’intervento e il controllo degli organi del comune di Vicenza competenti in materia di edilizia e urbanistica». «Continueremo comunque a mobilitarci – spiega Marco Palma – confermando gli appuntamenti dei prossimi giorni e vigilando sull’osservanza della sentenza, affinchè gli americani non avviino i lavori al Dal Molin».
Il primo appuntamento è già per domani: in diversi banchetti nei quartieri della città i No Dal Molin lanceranno la loro «campagna d’estate». Una giornata per dialogare con i cittadini, festeggiare insieme il risultato odierno e rilanciare le prossime iniziative.
Giovedì 26 giugno, infatti, il consiglio comunale dovrebbe approvare una delibera contraria all’ordine del giorno con cui la precedente amministrazione acconsentì ai progetti statunitensi.
L’appuntamento per quel giorno è alle ore 16 in piazza dei Signori: per ribadire il No alla nuova base con rinnovata legittimità.

Tags assegnati a questo articolo: Vicenza, No dal Molin, ambiente, grandi opere

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