L’Enel può continuare i lavori della centrale Torre Valadaliga nord a Civitavecchia, ma non può usare il carbone, almeno finché il ministero
dell’ambiente non avrà riesaminato l’autorizzazione integrata ambientale [Aia]. E’ questo il verdetto finale, comunicato ieri anche ai No coke,
dell’istruttoria condotta presso il dicastero dello sviluppo economico con tutte le parti interessate, che in pratica dice: effettivamente la Aia va verificata, perché non indica i valori limite di emissione per tutte le sostanze inquinanti emesse dall’impianto quando funzionerà a carbone. E’ la conferma di quanto sostenuto dall’Arpa, che a novembre aveva chiesto il riesame della Aia, e ancora prima dal movimento No coke. Ma la conclusione dell’istruttoria, mentre passa la palla al ministero di Stefania Prestigiacomo per l’Aia, legittima la prosecuzione dei lavori dell’Enel sulla base della precedente autorizzazione. Una decisione forse un po’ pilatesca? Se ne discute oggi, alle 18, in occasione del consiglio comunale straordinario convocato a Tarquinia, a cui parteciperanno anche i No coke dell’alto Lazio. Il tema è la richiesta di un pronunciamento chiaro sul carbone da parte del sindaco Mauro Mazzola [centrosinistra] rifiutando l’accordo con Enel, che offre i comuni del comprensorio compensazioni in denaro.






