La discarica s’ha da fare. Questo è quanto è emerso dall’incontro tenutosi questa mattina alla Prefettura di Napoli e che ha visto la partecipazione dello stesso prefetto Alessandro Pansa, di un rappresentante del Commissario per l’emergenza rifiuti Gianni De Gennaro, dei sindaci dei comuni di Marano, Mugnano e Calvizzano, della commissione ambiente del Comune di Napoli e dei rappresentanti dell’ottava municipalità di Napoli. Grande assente, proprio il sindaco Rosa Russo Iervolino che considera la discarica di Chiaiano, collocata nel Parco Metropolitano delle Colline Di Napoli www.parcodellecollinedinapoli.it, «un sacrificio necessario». Iervolino è sfiduciata dalla sua stessa maggioranza poiché ben 40 consiglieri su 60, dopo aver preso atto degli studi geomorfologici hanno espresso un voto sfavorevole alla realizzazione di questa discarica che dovrebbe raccogliere ben settecentomila tonnellate di rifiuti.
Nella giornata di ieri, poi, si è provveduto alla notifica nei confronti dei proprietari terrieri della zona, con l’ordinanza 185 emessa dal Commissariato, del decreto di occupazione d’urgenza dei terreni per almeno sei mesi per dar luogo «all’espletamento delle indagini conoscitive del territorio» che dovranno essere eseguite dall’ingegnere Pagotto della ditta Acta Projecs di Modena. L’accesso alla cava resta presidiato in modo permanente da un comitato di cittadini che non vuole accettare l’ennesima decisione calata dall’alto. «Da qui non andremo via–sostengono a gran voce–il parco di Chiaiano rappresenta un grande polmone verde e noi non vogliamo rinunciarci».
L’impressione è che i fedelissimi bassoliniani e gli ultimi di sponda iervoliniana stiano lavorando, in gran segreto, per creare un consenso politico intorno a questa decisione, che rappresenta l’ultima chance che questa classe dirigente può utilizzare per cercare di risolvere, almeno per un medio periodo, l’«emergenza rifiuti» a Napoli prima dell’insediamento, alla guida del nuovo esecutivo di Silvio Berlusconi.
Si annotano così il parere favorevole di Mario Santangelo, direttore dell’Istituto Ospedaliero Pascale, ma fratello del vicesindaco di Napoli Tino Santangelo, del presidente dell’Unione industriale di Napoli Gianni Lettieri, che ha promesso di «assumere cinquanta giovani del quartiere da impiegare nella realizzazione della discarica, e di proporre, amplificando le promesse elettorali berlusconiane l’annullamento, per i cittadini della zona, del pagamento di Ici e Tarsu», in cambio «di un’accelerata alla realizzazione della cava». Un dolce dal retrogusto amaro dal quale si evince un’assenza di progettualità e che si vuole sopperire con spartizione di prebende che il territorio, però, non vuole accettare. «Insieme a noi – riferiscono altri cittadini – dovrebbero esserci anche i rappresentanti dell’ente parco, o il suo presidente, l’architetto Agostino Di Lorenzo, ma in realtà siamo stati abbandonati anche da loro», concludono. Se si escludono due comunicati che si oppongono alla realizzazione di una discarica nella cava del Parco, che si possono leggere nella sezione stampa del sito dell’ente parco, è necessario annotare l’assenza fisica dalla piazza o da qualsiasi altra riunione avvenuta sul territorio proprio di Di Lorenzo o di qualche suo rappresentante. Un’assenza pesante quest’ultima da unire a quella delle associazioni ambientaliste che, per il momento non hanno ancora espresso nessun parere. Questa mattina, intanto, due militanti del centro sociale Insurgencia sono stati arrestati e processati per direttissima per «furto d’auto»: avevano semplicemente utilizzato la macchina di un cittadino consenziente per bloccare la strada, ma sono stati condannati a 6 e 4 mesi per furto e resistenza a pubblico ufficiale.
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