Come si spiega il «miracolo» di Salerno

Salerno non ha rifiuti per strada. E il sindaco, De Luca, è elogiato da tutti per questo. Come mai? Discariche, niente differenziata e una lettera a Bersani: dacci i Cip6 per l’inceneritore. da Carta n°2 - 2008

La propensione permanente al propagandismo più che alla concretezza dei problemi: la camorra in questa vicenda non c’entra niente. Aver chiuso le discariche dalla sera alla mattina senza un’alternativa è stato un atto di irresponsabilità, così come non aver realizzato un solo impianto di compostaggio e un solo termovalorizzatore». Così il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca [Pd], spiega l’incapacità dell’amministrazione regionale, guidata da Antonio Bassolino. De Luca, il primo sindaco d’Italia nella classifica stilata dal Sole 24 Ore sulla base del gradimento dei cittadini che vanta di questi tempi strade sgombre di rifiuti, un inceneritoreinvece lo vuole da tempo, e lo ha ottenuto grazie al piano di governo sui rifiuti. Inceneritore sarà, quindi a Salerno, in zona Cupa Siglia [oltre che ad Acerra, Napoli, e Santa Maria La Fossa, Caserta].

De Luca però ha fiutato che il business dei Cip6 [contributi alle fonti di energia «assimilabili» alle energie alternative, quali rifiuti e scarti del petrolio] non è più tale da quando, nella Finanziaria 2007, il governo ha dovuto recepire una direttiva europea che taglia i contributi a chi produce energia elettrica si, ma dai rifiuti.
Un escamotage però De Luca l’ha trovato, ossia appellarsi alle deroghe che il ministro per lo sviluppo economico, Pierluigi Bersani, potrebbe usare in caso di necessità [come dice la Finanziaria]. Ed è proprio quello che ha fatto, scrivendo una lettera al ministro: «Da un preliminare esame sulla fattibilità economica dell’opera – vi si legge–mi è stata rappresentata la necessità, per la sostenibilità dell’intervento, di poter beneficiare degli incentivi Cip6 da parte del soggetto gestore dell’impianto». Se Bersani darà l’ok questo agevolerà l’intervento di investitori privati, cioè di parassiti, che intascherebbero milioni di euro ,a garantire profitti a prescindere, come diceva Totò.
Come dovunque, anche a Salerno, il motore che fa andare avanti gli inceneritori, e deprime la raccolta differenziata, sono i famigerati Cip6. A rafforzare il tutto
Prodi, dai primi giorni di gennaio, ha conferito a De Luca il titolo di «Commissario ai rifiuti per la realizzazione del termovalorizzatore».

Per risolvere l’emergenza rifiuti, intanto, in provincia sarà ampliata la discarica di Macchia Soprana, nel comune di Serre, aperta nel luglio scorso. Da allora dagli ottanta ai centoventi Tir ogni giorno, ognuno dei quali sversa dalle trenta alle quaranta tonnellate di rifiuti.
Ma «come fa questo amministratore prodigio [De Luca ndr.] a mantenere la sua città pulita in un momento di tanta acuta crisi?». Se lo chiede, in una lettera, il consigliere comunale Fausto Morrone [Uniti per Salerno]: «Segnalo che Salerno è tra le città a più basso tasso di raccolta differenziata e il sindaco si è sempre opposto ad essa, fino a quando il Commissariato, e il sindacato, non l’hanno imposta con la istituzione di isole ecologiche».
Una delle denunce più inquietanti riguarda il credito, circa sette milioni di euro, non riscosso dal Consorzio di bacino Sa/2, che si occupa della costruzione e della gestione associata degli impianti di smaltimento dei rifiuti solidi urbani [Rsu]. Ossia, il Comune avrebbe accumulato 7 milioni di euro di debiti legati al ciclo dei rifiuti. «Nonostante i debiti non onorati dal comune di Salerno – continua la lettera – esso ha imposto un’aumento della Tarsu [la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani ndr.] per l’anno 2008 di ben il 67 per cento».

Tags assegnati a questo articolo: rifiuti, ambiente, Campania

Mail_long
20 ottobre 8 luglio 8 marzo abbonamenti abiti puliti aborigeni acqua Afghanistan africa agricoltura agricoltura biologica agricoltura biologica. decrescita agricoltura. decrescita Aiab Aids altra economia altra politica Amazzonia ambiente America latina animalisti Annapolis antifascismo antimafia antirazzimso antirazzismo antirzzismo anziani api Argentina Armenia armi atomiche Australia auto autoproduzione aziende Balcani Bali Banca mondiale Bangladesh banlieues basi militari Basilicata bene comune beni comuni bilanci partecipativo biocarburanti biologico Birmania bitch Bolivia Bolkestein Bologna Brasile brimania Britel Calabria calcio cambiamenti climatici cambiamento climatico Campania cantautore cantieri cantieri sociali carbone carcere Casa catania Caucaso cemento censura centri sociali cgil Chavez chiapas Ciad ciampino cibo Cile Cina cinema Cipro città clandestino clima Colombia commercio equo commercio equo. decrescita comunicazione conoscenza consumi consumo critico contadini cooperazione cornelio cornelio bizzarro cosa rossa cpt crisi alimentare critical mass Cuba De Gennaro Deavos decrescita decrescita. agricoltura biologica democrazia detenuti detenzione diritti diritti globali diritti umani disarmo documentario donne droghe ecologia ecomafia economia Ecuador editoria Egitto elezioni emissioni Enel energia Epa Eritrea espulsioni Etiopia