L'Italia assordata dalle sirene del nucleare

E’ iniziato il posizionamento delle pedine in vista dell’inizio, domenica, del World energy council, a Roma. Nell’audizione davanti alla Commissione attività produttive della camera, il ministro Pierluigi Bersani ha detto, con rimpianto, che l’Italia «non ha il fisico» per l’energia nucleare, a causa del groviglio di opposizioni sociali, culturali e normative. Ma questo non è sufficiente a tirare un sospiro di sollievo, perché Bersani, che sarà il padrone di casa del Wec, ha ribadito l’uso del carbone «pulito» e l’impegno dell’Italia per la ricerca sul nucleare «di quarta generazione». A destra di Bersani, dopo la mozione nuclearista di Casini, un composito manipolo di volenterosi, tra cui spiccano Bruno Tabacci, Daniele Capezzone e Renato Brunetta, che ha organizzato per sabato 10 novembre una raccolta di firme in calce a una petizione per chiedere il ritorno dell’atomo in Italia. Un tema che rischia di fare breccia anche nella maggioranza, specialmente con il greggio attorno ai cento dollari al barile.
Per questo, sabato 10, dalle ore 16 a piazza Farnese, Roma, c’è un sit-in per ricordare il referendum con cui venti anni fa l’Italia decise di uscire dal nucleare. E domani, sempre a Roma, ma alla Città dell’Altreconomia [Testaccio], si apre OtherEarth, il controvertice di proposta dei movimenti e delle organizzazioni sociali per una diversa politica energetica, italiana e mondiale. [www.otherearth.net]

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