E’ PROPRIO UN VIZIO, quello dell’Italia spaccata a metà di cui tanto si è parlato commentando i risultati delle elezioni. Trascorsa da poco più di un mese la manifestazione del 22 aprile a Serravalle Scrivia e Arquata contro la Tav–Terzo Valico, in questi giorni si celebrano i cento anni del Tunnel del Sempione [che sempre Terzo valico è] il più lungo tratto ferroviario del mondo sotto le montagne. Un corridoio commerciale che attraversa le Alpi. La galleria, costruita sotto il monte Leone, tra Iselle in Val d’Ossola, e Briga, nel cantone del Vallese, è stata inaugurata il primo giugno del 1906. Si trova per metà percorso in territorio italiano e per metà in territorio svizzero. Per la costruzione dei tre tronconi l’Italia contribuì con una spesa di 50 milioni di lire.
Chi avrebbe mai detto che, in tempi moderni, le casse dello stato avrebbero dovuto sborsare quasi cin- que miliardi di euro per «riadattare» la galleria al passaggio dell’Alta velocità Alla fine di marzo infatti il Cipe ha dato il via libera al progetto del Terzo Valico ferroviario tra Genova e Milano, ma restano le preoccupazioni espresse da Daniele Borioli, assessore ai
trasporti della regione Piemonte, «sulla copertura finanziaria dell’opera sulla quale, nonostante le rassicurazioni del governo Berlusconi, si avranno certezze solo dopo la riunione del 29 maggio». Claudio Burlando, presidente della Regione Liguria, invece pare proprio convinto, come altri del resto, che i fondi non ci siano: «Il Terzo Valico–ha detto–è la grande vittima di questo anno: è al palo, non c’è una lira». Quel 22 aprile Lino Balza, portavoce di Medicina Democratica, aveva dichiarato: «È solo l’inizio della lotta, non ci arrenderemo, il Terzo valico è un’opera faraonica, inutile e dannosa per l’ambiente e per la salute delle persone».
L’opposizione delle popolazioni liguri e piemontesi si scontra da 14 anni con il progetto definito in vari modi: «Alta velocità, Tav Milano-Genova», «Terzo valico», «Supertreno Milano-Genova», «Tratta fondamentale del collegamento Genova-Rotterdam» e addirittura «Tratta fondamentale della Lisbona-Genova-Kiev-Transiberiana-Tokio». Anche se c’è chi alla grande opera non si oppone affatto e anzi ha pensato bene di festeggiare in grande stile il centenario del
Terzo Valico. Il comitato «I Cent’anni del Sempione», la Provincia del Verbano Cusio Ossola e la città di Domodossola, in collaborazione con il «100e’me Simplon Comité» svizzero, dall’inizio di maggio hanno messo in piedi una serie di eventi che si concluderanno a settembre.
Non sono soli, hanno il sostegno economico del Gruppo Ferrovie dello Stato, di Mercedes Bresso per la Regione Piemonte, della Compagnia di San Paolo Torino e della Snam Rete gas. A fare da contorno le uniformi storiche di polizia, carabinieri, guardia di finanza, alpini. In occasione della giornata celebrativa Trenitalia farà viaggiare da Stresa a Domodossola un treno storico con doppia trazione a vapore. Ci saranno anche due locomotive che per molti anni hanno trainato i treni sulle linee principali delle ferrovie ma, a partire dagli anni ‘60, con l’elettrificazione delle ultime linee principali e con l’introduzione
della trazione diesel sulle linee non elettrificate, sono andate in pensione.
Quel primo giugno del 1906 segnò un’epoca, quella del mitico Orient-Express. Un sogno per molti che sulla sua rotta più famosa–Londra Venezia Istanbul–ha condotto in viaggi epocali ricconi, spie, storia e arte.
Oggi al suo posto c’è l’ombra della famigerata Tav ma l’esordio del neoministro Pecoraro Scanio fa ben sperare.






