Tra quindici giorni Roma ospiterà il Wec, il Congresso mondiale dell’energia. La presentazione ufficiale si è svolta questa mattina in Campidoglio.
A presentarla c’erano il ministro dello sviluppo economico Pier Luigi Bersani, il sindaco di Roma, Walter Veltroni, il presidente del World Energy Council Italia Gilberto Callera, il presidente e ad di Micromegas Comunicazione Erminio Fragassa, e Chicco Testa, presidente del comitato organizzativo di Rome 2007. «Il più importante evento mondiale dedicato all’energia», così Testa ha presentato il congresso che dopo 15 anni ritorna in Europa, dall’11 al 15 novembre.
«Importante» perchè questo simposio dei «grandi dell’energia» si occupa dal 1923 di tutte le diverse fonti energetiche: carbone, gas, petrolio, fonti energetiche rinnovabili e, naturalmente, il nucleare. Il ministro Bersani è stato chiaro su questo. Spigando lo slogan del Congresso «The energy future in an interdependent word», ossia che l’energia del «futuro» può svilupparsi soltanto grazie ad una interdipendenza, una diversificazione delle varie economie delle fonti di approvigionamento, Bersani ha usato la parola chiave «nucleare». Quella del futuro sarà una Italia che punta al nucleare perchè «è stata un grave errore di valutazione per il futuro» avere abolito questa fonte, ha detto Bersani.
Ma l’investimento non sarà rivolto solo al nucleare infatti, ha spiegato ancora il ministro l’Italia dovrà «moltiplicare le relazioni e le infrastrutture per consentire al paese più sicurezza e maggiore capacità di concorrenza».
Potenziamento di infrastrutture e di investimenti e le fonti energetiche non certo «sostenibili». Sono queste le parole d’ordine che peseranno nell’agenda politica dei paesi produttori e consumatori di energia che si riuniranno intorno al tavolo del Wec. Questo proprio nel giorno in cui un rappporto dell’Onu intima di rallentare la corsa all’accaparramento delle risorse. A rischio infatti è «la sopravvivenza dell’umanità e minaccia di estinzione le specie animali».






