«Stop Expo 2015» è lo slogan che questa mattina a Milano ha accompagnato la manifestazione organizzata dal Comitato No Expo.
Nonostante la pioggia incessante e il freddo i manifestanti si ritroveranno questo pomeriggio alle 17 al presidio in piazza Cordusio per chiedere «città più vivibili, a misura dei soggetti più deboli, che immaginano un modello sociale di convivenza costruito sulla relazione e non sullo scambio di merci».
È un «grande gioco di squadra», per usare le parole del sindaco Letizia Moratti, quello che si sta svolgendo per il terzo giorno a Milano. La posta è alta, ossia vincere la prossima sede dell’Esposizione universale 2015. Il sindaco Moratti, il vicesindaco Riccardo De Corato e il presidente della Regione Lombardia Formigoni – che compongono il Comitato organizzatore–sono all’opera per mostrare agli ispettori del Bie, Bureau International des Expositions, il «vestito nuovo» della città, in lizza per il ricco podio con Smirne, in Turchia.
Milano si candida con lo slogan: «Feeding the placet, energy for life», ossia «Nutrire il pianeta, energia per la vita». Una, neanche piccola, porzione del nostro territorio potrebbe avere si un «nuovo nutrimento» ma quello di milioni di metri quadri di aree cementificate e nuove infrastrutture: la Tav, Brebemi, Pedemontana e due nuove tangenziali, che serviranno i 160 mila visitatori giornalieri attesi, per 180 giorni.
Tags assegnati a questo articolo: ambiente






