Il Cile regolarizza, la Francia esamina il Dna

Il Cile ha annunciato la regolarizzazione di 20 mila migranti irregolari, al 75 per cento di cittadinanza peruviana. «Un gesto di amicizia verso i paesi vicini con cui vogliamo camminare verso il futuro», ha dichiarato il ministro degli esteri cilene Alejandro Foxley. «Gli stranieri – ha aggiunto il ministro – devono essere trattati in modo uguale e beneficiare degli stessi diritti e doveri di quelli cileni». Le regolarizzazioni, che inizieranno il 5 novembre e proseguiranno fino al 5 febbraio 2008.
Tira un’aria ben diversa in Francia, dove ieri è stato approvato dal senato e dalla camera dei deputati il disegno di legge sull’immigrazione di Brice Hortefeux. Un articolo di questa legge, al centro delle polemiche per l’emendamento Mariani che instaura il test del dna per i candidati al ricongiungimento familiare, è passato quasi inosservato. L’articolo 12 ter prevede la regolarizzazione per i migranti che hanno un lavoro «in un settore e una zona geografica caratterizzati dalle difficoltà di reperimento». Il permesso di soggiorno sarà di un anno e permetterà en passant a Nicolas Sarkozy di gonfiare i numeri dell’immigrazione da lavoro e di abbassare quelli dell’immigrazione familiare. La misura risponde alle difficoltà di settori come quello alberghiero, che devono affrontare una carenza di manodopera, in Francia sarebbero 470 mila le offerte di lavori non trovano acquirente. Ed è una vittoria i lavoratori sans papiers di Modéluxe o Buffalo Grill. Le associazioni di sostegno ai migranti incassano con prudenza la breccia che si è appena aperta, ma sollevano dubbi sul fatto che le regolarizzazioni avverranno caso per caso, a secondo della scelta arbitraria delle prefetture. Il 26 ottobre ci sarà una manifestazione a Parigi, davanti al ministero del lavoro, per chiedere una regolarizzazione globale di tutti i lavoratori sans papiers.

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