L’altra Milano «No Expo»

Una passata di spugna per cancellare i graffiti, qualche kilowatt in più di luci sul Pirellone e qualche centinaio di poliziotti per le strade: Milano è pronta per accogliere la visita dei membri del Bie, Bureau international des expositions, da oggi in visita ufficiale per valutare la candidatura della città per l’Expo del 2015. Milano, «la favorita», si contende il posto con Smirne, che dopo Istanbul e Ankara è la terza città più grande della Turchia.
Ma oggi in piazza scenderanno i giovani del Milan expo committee [Mec], che sostengono la candidatura, con uno striscione di 36 metri quadri in varie lingue. «Sarà un affare enorme, un grande evento commerciale simbolo dell’economia globalizzata», dicono quelli del comitato «No Expo». Il perché è presto detto. Il volto nuovo della città costerà quattro miliardi di euro, 1,4 dei quali sono soldi pubblici, e milioni di metri cubi di nuove aree saranno cementificate, anche se il sindaco Letizia Moratti assicura che «su 110 ettari di area espositiva 47 saranno a verde».
Il sito scelto per l’esposizione si trova accanto alla Fiera, tra i comuni di Milano, Bollate, Rho e Pero. Per raggiungerlo ci saranno non solo la Tav, ma anche le nuove autostrade: Brebemi, Pedemontana e due neonate tangenziali.
Per mercoledì 24, ultimo giorno di permanenza dei commissari del Bie, il Comitato ha organizzato una giornata di mobilitazione per «mostrare alla commissione l’altra Milano». L’appuntamento è in piazza Cordusio alle 17. Per informazioni si può consultare il sito www.noexpo.it

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