Treni, bus ed entusiasmo. Il Sud verso Roma

«Fino a pochi giorni fa, ad essere sincero, la manifestazione non era nell’aria–dice Gianni Palumbo, della segreteria provinciale di Matera di Rifondazione comunista–poi qualcosa deve essere scattato, perché adesso siamo costretti a dire, e ci fa piacere, che non c’è più posto sugli autobus». Dalla Basilicata partiranno sei autobus, tre dalla provincia di Matera e tre da quella di Potenza. C’era in origine anche l’idea di portare un furgone con un gruppo musicale, i Peloso Folk, di Irsina, ma è stata abbandonata per problemi tecnici. Le adesioni alla manifestazione di sabato sono, poi, più ampie della partecipazione effettiva. A Matera, spiega Palumbo, hanno aderito molte associazioni e organizzazioni locali, come per esempio il Gruppo di acquisto solidale, e alcune delle associazioni regionali impegnati sulle tante vertenze lucane, dall’occupazione nella valle del Basento, alle trivellazioni petrolifere, alle inchieste della magistratura che danno fastidio al ministro Clemente Mastella. «Non voglio anticipare nulla, ma saremo molto riconoscibili – dice Palumbo – e gli striscioni parleranno tanto del passato, Scanzano, quanto del presente e del futuro che vogliamo per la nostra regione».
Nelle settimane di rincorsa verso il 20, peraltro, in Basilicata si segnala un’anomalia. Il coordinatore regionale della Sinistra democratica, Tonino Califano, aveva aderito, a titolo personale, alla piattaforma del corteo e aveva invitato i suoi compagni a fare lo stesso. Sembrava che la sua posizione potesse passare, ma dal «centro» [Fabio Mussi] è arrivato un richiamo all’ordine. Nonostante questo, qualcuno ha deciso farsi comunque una passeggiata a Roma, a vedere che aria tira, tra piazza della Repubblica e piazza San Giovanni.
Anche dalla Calabria la partecipazione alla manifestazione si annuncia massiccia. Sono previsti 20 pullman coordinati da Rifondazione [nove da Cosenza e provincia, quattro da Catanzaro, quattro da Reggio Calabria, due da Crotone e uno da Vibo Valentia]. Anche la Cgil, con la Fiom, ha allestito diversi pullman. Dalla linea sulla costa del Tirreno passano poi i treni che dal sud salgono verso Roma. Antonio Curcio [segretario del circolo «Peppino Mazzotta» del Prc di Cosenza] racconta come si è costruita la forte mobilitazione calabrese: «Oltre alla piattaforma nazionale abbiamo provato a usare la manifestazione per declinare le questioni locali, perché pensiamo che sia importante creare percorsi di base, che possano durare anche dopo il corteo–dic Antonio–Noi ci siamo concentrati su reddito e occupazione. Per la prima volta ci saranno con noi trenta migranti, una novità di peso per la Calabria, che servirà a rendere visibili i più discriminati tra i cittadini». Dal canto suo, il circolo del Pdci «Luigi De Paola» di Serra Pedace, nella Presila, annuncia un presenza festosa, con «chitarre, fisarmoniche, tarantella e buon vino».
Enrico Ascia, iscirtto al Pdci di Gela, sta per partire dalla Sicilia insieme a centinaia di persone. Ha 35 anni, e non ha mai visto tanta mobilitazione per un corteo a Roma. «C’è un treno speciale di 850 posti che partirà stasera da Palermo. E diverse decine di pullman sono già in viaggio. Ci saranno i Comitati per la prima casa di Palermo, che lottano per il diritto all’abitare. E ho verificato che c’è molta disponibilità a scendere in piazza tra precari e disoccupati. A me pare che i siciliani, soprattutto i più giovani, per lungo tempo abbiano riposto fede in valori e stili di vita che non gli appartenevano. Adesso, dopo la delusione, arriva il momento della disillusione e della protesta. Da questo punto di vista sono molto fiducioso. Ho voglia di lasciarmi alle spalle rancori e divisioni e di cominciare un altra storia. E spero di incontrare molti che la pensano come me, per le strade di Roma.

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