Gli ultimi dati sull’emergenza abitativa in Italia parlano chiaro: nel 2006 gli sfratti esecutivi sono stati oltre 48 mila, l’8,5 per cento in più rispetto al 2005, il 70 per cento dei quali per morosità; circa 100 mila sono le richieste di case popolari. Cifre da brivido, che la fine della proroga del blocco degli sfratti [il 14 ottobre scorso] rende ancora più drammatiche.
Nel frattempo, l’auspicata svolta del governo è stata annunciata due giorni fa dal ministro della solidarietà sociale Paolo Ferrero: «Dopo anni di tagli – ha detto Ferrero – si prevede una finanziaria in controtendenza, che prevede investimenti nell’edilizia popolare e risorse per il sostegno all’affitto». I due miliardi di euro del capitolo casa saranno così suddivisi: 1,5 miliardi di sgravi fiscali sull’Ici e sulle locazioni, 500 milioni per l’edilizia pubblica. «Briciole», denuncia il Coordinamento di lotta per la casa di Roma. Che oggi pomeriggio, alle 18 alla scuola occupata di Casal Bertone [in via De Dominicis 6] promuove un’assemblea pubblica su «Finanziaria e nuove politiche abitative». «Nella sola capitale – dice il Coordinamento–21 mila persone ‘vivono’ in baracche e sotto i ponti, mentre sono 3800 le sentenze di sfratto e 1200 gli sfratti esecutivi previsti in caso di mancata proroga. Gli sgravi della finanziaria sono poco più di una mancia per i precari, mentre il Piano casa prevede in dieci anni 80 mila case, 8 mila l’anno. Una goccia nel mare del dramma abitativo».






