Una Finanziaria che aumenta le spese militari, che destina molti soldi alla grandi opere e soltanto briciole per università e scuole pubbliche, non è una buona Finanziaria. Lo dice il rapporto «La Finanziaria per noi», presentato questa mattina dalla campagna Sbilanciamoci, alla quale aderiscono quaranta organizzazioni sociali [tra cui Aiab, Arci, Banca etica, Carta, Rete Lilliput]. In un incontro al quale ha partecipato anche il ministro della solidarietà sociale, Paolo Ferrero, i portavoce di Sbilanciamoci hanno raccontato cosa non va del provvedimento annunciato dal presidente del consiglio Prodi [dal valore di 11 miliardi di euro] e hanno presentato un’alternativa, ipotizzando una manovra correttiva di 15,6 miliardi euro. «È certamente importante che questa volta non si taglino risorse agli enti locali, alla sanità, alle politiche sociali – si legge nel rapporto – ma nello stesso tempo c’è l’ennesimo regalo alle imprese, come il taglio all’Ires e all’Irap. L’aumento dei fondi per la cooperazione è dovuto al saldo dei debiti pregressi e non come crescita strutturale della bassissima spesa per l’aiuto pubblico allo sviluppo. I soldi per le energie rinnovabili sono solo sotto forma della reiterazione delle agevolazioni dello scorso anno e non come un massiccio piano di investimenti strutturali e di lungo periodo per liberarci dalla tirannia del carbone e dal petrolio. Inoltre, c’è l’ennesimo aumento delle spese militari [11 per cento]». A proposito di spese di guerra, Sbilanciamoci ha anche confrontato i numeri di diversi paesi europei: il dato interessante e inquietante è che a livello nazionale ed europeo si spende in media per la difesa il doppio di quello che viene investito per la tutela dell’ambiente [0,7 per cento del Pil, contro l’1,4 per cento].
L’analisi dei provvedimenti decisi dal governo, supportata da dati e commenti, è divisa in cinque paragrafi: welfare, politiche sociali, sanità; spese militari, pace, solidarietà internazionale; politica economica fiscale, imprese e lavoro; ambiente, mobilità e grandi opere; scuola, università, cultura, ricerca e innovazione. Per Sbilanciamoci la Finanziaria resta un provvedimento oscuro ed enigmatico e per questo le organizzazioni che aderiscono alla campagna chiedono che l’iter sia reso più trasparente, semplice e partecipato.
Nella «controfinanziaria» ipotizzata da Sbilanciamoci, invece, le risorse sono recuperate attraverso una maggiore imposizione fiscale progressiva e con una riduzione di spesa che riguarda le spese militari, le grandi opere, i costi delle licenze software [cioè 2 miliardi di euro], le spese per i Cpt e i regali a scuole e cliniche private. Altre entrate sono ottenute con una semplice revisione delle rendite finanziarie e delle progressività Irpef. Sul versante delle uscite la manovra si articola, come ogni anno, su quattro settori: welfare [lotta alla povertà, immigrazione, lavoro, sanità, istruzione], ambiente, solidarietà internazionale ed economia. Ecco alcuni esempi di intervento: aumento della somma degli assegni familiari; sostegno al Fondo nazionale delle politiche sociali e al canone agevolato per la casa; utilizzo dei fondi recuperati con la chiusura dei Cpt per le politiche giovanili e per un piano nazionale di antirazzismo; crediti di imposta alle imprese che trasformino i contratti di collaborazione in assunzione a tempo indeterminato; incentivi per il risparmio energetico; interventi per migliorare l’efficienza e la qualità delle reti idriche gestite da acquadotti pubblici e per la promozione di impianti fotovoltaici di piccole dimensioni; ammodernamento delle linee locali di trasporto ferroviario e investimenti per piste ciclabili, car sharing e taxi collettivi.
Nel sito della campagna [www.sbilanciamoci.org] è possibile leggere e aderire all’appello «per una finanziaria diversa che metta al centro i diritti, l’ambiente e la pace».
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